Sabato 16 Luglio, alle 11,00, si rinnova l’appuntamento con VoiceBook la trasmissione in collaborazione con il “Festival del Libro e dell’Autore di Vimercate” organizzato dalla Libreria il Gabbiano. In questo episodio Bruno Ventavoli ci presenta il suo “Seimila Gradi di Separazione. Romanzo in 24 storie”.

Che il consorzio umano sia un crogiolo di piccoli mostri e viltà non è una novità: sappiamo tutti che dentro di noi alberga una bestia che si nutre di scatti d’ira, o nel migliore dei casi d’orgoglio; una bestia malmenata ma comunque ottimista, che ogni tanto si fa salvare la vita dalla beneficenza, altre volte dal caso, altre ancora dal sadomaso. Ci piace nasconderci e ci piace esagerare, lasciare che sia la notte a renderci più veri, e quando finalmente si spengono le luci, ad accendersi è il nostro film interiore: una tasca di esistenza in cui ci regaliamo il lusso di non avere filtri né paure, e di avvicinarci a chi siamo davvero. Purtroppo succede di rado. E infatti quando capita si nota, perché quasi sempre fa scatenare una calamità. Il famoso battito d’ali che può dare origine a un uragano dall’altra parte del mondo. Solo che spesso, per agire, il battito d’ali non deve viaggiare nemmeno così lontano: a volte basta una corsa con BlaBlaCar. Perché siamo tutti collegati, e persino un nostro cameo nella vita di qualcun altro potrebbe avere conseguenze inaspettate, anche se magari non lo sapremo mai, e il ruolo che avremo sarà solo quello di una pedina trasportata dal caso sul grande scacchiere dei destini.

Di questa gran spirale malmostosa e imprevedibile racconta molto bene Seimila gradi di separazione, appena uscito per le Edizioni e/o. L’autore, Bruno Ventavoli, è un fine traduttore dall’ungherese, già scrittore di gialli, e da anni dirige TuttoLibri, l’inserto culturale della Stampa. Quest’ultimo dettaglio lo colloca, per ogni lettore piemontese, nell’Olimpo delle sacre divinità, giacché per chi cresce in quest’angolo d’Italia TuttoLibri è verbo, e Ventavoli leggendario demiurgo. Ebbene, si dà anche il caso che l’uomo che forse legge più libri nel nostro paese, o comunque che di libri più scrive e fa scrivere, abbia creato qui qualcosa di notevole, e potente e inafferrabile come il gomitolo di destini che appunto tutti siamo. Un romanzo di intrecci, fatto di tante storie collegate le une alle altre a volte da dettagli minimi, e scritto da una mano finissima, che maneggia parole e personaggi come un vento implacabile e allegro. E’ ambientato in una città immaginaria, ma dentro ci si riconosce il segreto più importante di Torino (non ditelo a nessuno): la sua comicità. Seimila gradi di separazione può essere ascritto a un canone che ha in Davide Longo e Stefania Bertola altri grandi rappresentanti nella contemporaneità, e il cui elemento cardine è una padronanza di scrittura infinita, messa al servizio del guizzo magico.


Bruno Ventavoli è nato a Torino nel 1961. Dirige TuttoLibri, l’inserto settimanale della Stampa dedicato ai libri. Studioso di letteratura ungherese, ha tradotto tra gli altri Géza Ottlik, Magda Szabó, Antal Szerb, György Dragomán e László Krasznahorkai. Dopo aver pubblicato quattro gialli, questo è il suo quinto romanzo,

Seimila gradi di separazione Edizioni e/o,- 336 pp., 18 euro