Cosa accade quando i mostri sacri della letteratura abbandonano i panni del mito per indossare quelli, ben più fragili, della giovinezza contemporanea? Il ritorno della rassegna Shakespeare Encore al Teatro Palladium, curata da Maddalena Pennacchia, solleva un interrogativo che è al contempo drammaturgico e sociologico: è possibile utilizzare gli strumenti “artigianali” del teatro classico per decodificare il disorientamento delle nuove generazioni?

L’opera che inaugura questo percorso il 19 febbraio, Otello nella tempesta (regia di Loredana Scaramella e drammaturgia musicale di Mimosa Campironi), sceglie di scardinare la figura del generale maturo per esplorare la psiche di un Otello adolescente. In questa trasposizione, la “tempesta” smette di essere solo un evento atmosferico o un tòpos letterario per diventare la rappresentazione di una crisi d’identità profonda. Ci si chiede, dunque: come cambiano le dinamiche della manipolazione e della gelosia quando colpiscono un io ancora in formazione, privo di riferimenti solidi?

Dal punto di vista sociologico, lo spettacolo sembra voler indagare il vuoto lasciato dal crollo dei vecchi modelli di genere. Da un lato, osserviamo l’inquietudine di una femminilità che sperimenta modi di essere nuovi e talvolta percepiti come pericolosamente mutevoli; dall’altro, il peso di un universo maschile che arranca tra privilegi obsoleti e il richiamo di derive reazionarie, come quelle alimentate dalla cosiddetta “Manosfera”. In questo contesto, l’episodio tragico non è più una fatalità remota, ma una possibilità concreta che si manifesta quotidianamente nelle cronache dei femminicidi, coinvolgendo protagonisti sempre più giovani.

La messa in scena si propone come un “circo delle emozioni” dove attori ventenni prestano i propri corpi e le proprie inquietudini ai versi di Shakespeare. Il risultato non è una risposta definitiva, ma un momento di riflessione collettiva. La scena invita il pubblico a interrogarsi sulla natura di quelle “tempeste” che scuotono la morale: il dolore per la perdita di una condizione, lo squilibrio degli affetti, la paura del cambiamento.

Può una storia scritta secoli fa offrire ancora il “cibo” necessario per comprendere il senso di parole oggi abusate come amore, onore e dignità? Forse la risposta risiede proprio nella capacità di abitare quel vuoto e di trasformare il teatro in uno spazio di sperimentazione, dove le fratture dell’esperienza contemporanea trovano, se non una cura, almeno una lingua per essere espresse.

o spettacolo Otello nella tempesta debutterà in prima assoluta il 19 febbraio 2026 alle ore 19:30 presso il Teatro Palladium (Piazza Bartolomeo Romano, 8, Roma).

  • Costo del biglietto: 10,00 euro (previste riduzioni per studenti).

  • Acquisto online: I biglietti sono disponibili in prevendita sul sito ufficiale del teatro all’indirizzo teatropalladium.uniroma3.it.