Capone & BungtBangt Solis String Quartet  con Iaia Forte in STRATIVARI

Capone & BungtBangt Solis String Quartet con Iaia Forte in STRATIVARI

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lunedì, 01 Luglio 2019
Programmi

Uno spettacolo pensato e nato per il Napoli Teatro Festival Italia 2019

con la regia di Raffaele Di Florio

soggetto e testo di Stefano Valanzuolo

musiche originali di Capone&BungtBangt e Solis String Quartet

voce recitante Iaia Forte.

Mercoledì 10 luglio ore 22:00

NAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA 2019

presso Cortile di Palazzo Reale, Napoli

Strativari” è uno spettacolo che vuole mettere a fuoco l’immagine di una Napoli multiforme. Due gruppi musicali assai diversi per vocazione e storia collaborano, con la complicità teatrale preziosa di Iaia Forte, a realizzare uno spettacolo nuovo che, alternando citazioni a contributi originali, celebra l’immagine inconsueta di una città non etichettabile. Vista dall’alto, la città sembra una sola ma al viaggiatore, che sceglie di calarsi nelle sue viscere per attraversarla, Napoli rivelerà i molti strati che la compongono, sovrapposti e percepibili nella loro specificità affascinante, eppure indissolubilmente legati in un in-treccio di colori, di odori, di suoni. Non esiste logica che spieghi il mistero di questa osmosi feconda di anime favorita da legami invisibili che vanno ben oltre la vicinanza fisica. A svelarlo, semmai, sarà una suggestione sonora che, al pari della città, non ammette categorie: non è nobile né plebea, ma forte e autentica sia che provenga da un violino, sia da una vecchia scopa travestita da chitarra o da una voce che seduce, culla e rapisce. Non bastano occhi, gambe e ragione per viaggiare attraverso la città a strati: ci vuole la musica.

L’obiettivo dello spettacolo è gettare uno sguardo disincantato su un territorio troppo spesso, e a sproposito, psicoanalizzato, scandagliato, vituperato o troppo amato, cogliendo il tormento e l’estasi di una realtà contraddittoria e anche per questo affascinante.

Il titolo, invece, attraverso un gioco di parole, evoca il nome del più celebre liutaio di tutti i tempi e rimanda ad una dimensione nobilmente classica. Ma gli “strati” “vari” che compongono l’immagine di Napoli sottintendono, in realtà, una pluralità di linguaggi, stili, corpi e anime che, forse, non ha uguali altrove. Così come la stratificazione geologica di un territorio racconta l’evoluzione morfologica del luogo, così il metodo usato per costruire la “drammaturgia”del lavoro musicale/teatrale ha adottato la “stratificazione” della musica nelle sue infinite declinazioni, cercando di restituire allo spettatore le tante identità di una collettività, di un paese, di un’intera civiltà.

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